La giornata del Software Libero
Oggi si è celebrata la giornata del Software Libero. La giornata intende portare al centro dell’attenzione l’idea della libertà dalla protezione della proprietà intellettuale come fondamento per l’innovazione, la partecipazione e il godimento dei frutti del progresso tecnologico. Lo sviluppo culturale e l’effettivo godimento di molte delle libertà democratiche che troppo spesso si danno per scontate sono sempre più spesso dipendenti da tecnologie proprietarie (ad esempio tecnologie per votare elettronicamente, per lavorare e per comunicare). È bene ricordarsi, a questo proposito, di James Maitland, Conte di Lauderdale, che notò a inizio ‘800 un’importante differenza tra ricchezza publica (public wealth) e ricchezza privata (private riches).
La prima consiste in tutto ciò che l’uomo desideri o che gli arrechi piacere e soddisfazione; la seconda in tutto ciò che l’uomo desideri o che gli arrechi piacere e soddisfazione, e che esista in misura più o meno scarsa. Scarsità è quindi condizione necessaria perché una cosa o ad un bene abbia valore di scambio; ed è il valore di scambio – e non il valore d’uso – che contribuisce a creare ricchezza privata.
Tornando al problema della produzione (o generazione) di conoscenza, essa è un bene cosiddetto non-rivale, in quanto la fruizione, o uso, da parte di Tizio (ad esempio della teoria darwiniana dell’evoluzione) non ne impedisce la fruizione da parte di Caio. Essendo un bene non-rivale, nel momento in cui esiste, perché vi sia un’efficiente allocazione il prezzo deve essere uguale a zero.Nell’attuale regime di proprietà intellettuale invece, è stata creata artificialmente una scarsità della conoscenza, cosicché si è determinata la possibilità di ottenere quella “ricchezza privata” di cui sopra, a scapito della ricchezza pubblica. La conoscenza è stata resa “rivale” e il suo utilizzo è al di sotto dell’utilizzo (ottimale) che ne verrebbe fatto se essa fosse liberamente accessibile.
L’argomento a sostegno della “rivalizzazione” della conoscenza – sotto il nome di proprietà intellettuale - si appoggia sul fatto che produrre nuova conoscenza costa denaro, e che senza gli incentivi della protezione monopolisitca dei frutti di tale produzione, si avrebbe un rallentamento notevole del tasso di progresso scientifico-tecnologico. In questo senso si giustifica la diminuzione del benessere odierno (meno consumo per via di prezzi monopolisitici) in funzione dell’ incremento del benessere nel futuro (più innovazioni e progresso).
In questo senso la Giornata del Software Libero rivendica giustamente la libertà, in campo tecnologico, della proprietà intellettuale, come fondamento per innovazione, trasparenza, accessibillità di informazione e libertà individuali.
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