Società multinazionali possono venir giudicate per violazione dei diritti umani in paesi in via di sviluppo
Il 12 ottobre la Corte d’Appello del Secondo Distretto statunitense ha emesso il verdetto nel caso Khulumani contro Barclays et al., stabilendo che il procedimento può proseguire verso il processo vero e proprio. La causa contesta a 23 società multinazionali l’aiuto e l’istigazione all’Apartheid attraverso finanziamenti e forniture di petrolio e armi, ed è stata iniziata da 87 persone sudafricane che furono vittime di gravi abusi dei diritti umani durante l’Apartheid. Il verdetto si poggia su norme di responsabilità di diritto comune e sull’Alien Claims Tort Act statunitense, che rende il giudice americano competente a giudicare di alcune violazioni di diritto internazionale dovunque avvengano. La decisione è un passaggio molto importante per la difesa dei diritti umani, dal momento che la Corte con questo verdetto stabilisce la possibilità che società multinazionali vengano giudicate per violazioni di diritti umani al di fuori del loro Stato di appartenenza, il che ha particolare rilevanza per paesi in via di sviluppo e paesi a regime totalitario (si pensi a Burma ad esempio).
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