Lo schema UE per il commercio del carbonio non è trasparente
Secondo la società di consulenza E3, sarebbe impossibile verificare l’intergità ambientale dei registri dei crediti della UE. E3 ha presentato un rapporto in cui emerge che i numeri di serie utilizzati per identificare blocchi di crediti di carbonio vengono riutilizzati, rendendo impossibile una verifica indipendente delle effettive riduzioni. In particolare emerge dal rapporto che sono stati identificati 238 casi di riutilizzo sia sui registri nazionali che sull’europeo Community Independent Transaction Log, e che qusto potrebbe significare che fino a 18 milioni di crediti potrebbero essere stati contati doppiamente. Il rapporto lamenta anche che in aggiunta, in Italia molti milioni di crediti hanno lo stesso numero di identificazione.
E3 lamenta che consentire il riutilizzo di permessi di emissioni con lo stesso numero di serie rende impossibile seguire “la storia” dei signoli crediti dall’allocazione al ritiro, e che un sistema che non sia verificabile da terzi indipendenti non può considerarsi trasparente. La Commissione Europe nega che il rapporto abbia fondamento.
Questa è solo l’ultima di una serie di ragioni per finalmente considerare che il commercio del carbonio non può rappresentare una soluzione aicambiamenti climatici: non in teoria, non in pratica.
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