Centro commerciale Norvegese offre certificati di riduzione di CO2
Uno dei più grandi centri commerciali Norvegesi, lo Strømmen StorSenter che si trova poco fuori Oslo, ha iniziato una promozione un pó particolare: certificati di riduzioni di CO2. I certificati in vendita sono emessi attraverso progetti del tipo Clean Development Mechanism (CDM), approvati dalle Nazioni Unite (e in particolare dal comitato esecutivo del CDM). Ogni certificato - che è venduto per 165 corone norvegesi (circa 20 Euro) - corrisponde a una tonnellata di CO2. Le quote, vendute a privati e società, corrispondo a riduzioni avvenute attraverso due progetti di impianti per la produzione di energia eolica in India, già operativi. La società che vende i certificati - CO2 Focus - assicura che una volta acquistati, i certificati sono cancellati dal registro dei CERs. CICEDU ha acquistato un certificato, il quale riporta le seguenti informazioni: Anno (2008); Compratore (da compilare ad opera del compratore stesso); Tipo (Riduzione di emissioni certificata); Quantità (1 tonnellata); Progetto CDM (il numero del progetto); Link (link alla pagina del progetto sul sito delle Nazioni Unite).
Più interessante è il testo che segue, il quale ricorda il consumatore che una tonnellata di CO2 corrisponde a circa 5500 Km in macchina (ad un consumo di 0,8 litri di benzina per 10 Km), oppure 6 viaggi aerei andata a ritorno in paesi nordici, o ancora 50 Kg di carne di manzo. Insomma, comprando questo certificato di riduzione di CO2 un consumatore può tranquillamente continuare a consumare come se nulla fosse. Esattamente il messaggio contrario a quello che dovrebbe essere trasmesso: bisognsa ridurre i consumi.
E invece il paradigma dell’efficienza e del mercato come soluzioni ai cambiamenti climatici, e ai problemi ambientali in generale, rimane centrale nei programmi mainstream. Il mercato degli offset di CO2 offre purtroppo due stimoli irresistibili per i consumatori occidentali. Da una parte gli offset offrono al consumatore la possibilità (o la percezione) di poter contribuire direttamente alla riduzione di emissioni di carbonio, e quindi di proteggere il clima globale. Dall’altra - e in aggiunta - il consumatore viene rassicurato che il suo contributo andrà a buon fine anche con riguardo alla promozione dello sviluppo sostenibile locale, in paesi in via di sviluppo, andando a soddisfare così un desiderio di solidarietà per i meno fortunati.
Due piccioni con una fava.
Questo esperimento norvegese è un passo in avanti notevole rispetto alle opportunità ad oggi disponibili per acquisatre offset, principalmente collegati a voli o a programmi “clima-neutrali” di carte di credito. E se dovesse diffondersi, vorrebbe dire fare un primo passo per portare il commercio del carbonio dentro al “paniere” dei consumatori, e a legittimarlo definitivamente come strumento efficace ed equo per risolvere problemi ambientali. RImangono aperte le questioni sollevate da CICEDU nei passati mes, e legate alla mercificazione dell’atmosfera e ai problemi per le comunità locali di paesi in via di sviluppo derivanti da progetti finalizzati all’acquisizione di crediti di carbonio.
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