Rapporto Europeo: l’Italia è lontana dagli obiettivi di Kyoto

Un nuovo rapporto dell’Agenzia Ambientale Europea presenta i progressi fatti nel ridurre emissioni di gas serra in Europa.
Per quanto riguarda l’Italia, i dati sono i seguenti: a fronte di un obiettivo di riduzione del 6.5% rispetto al 1990, le emissioni sono aumentate del 12%.
Le emissioni di gas serra nell’area EU27 (escludendo le riduzioni legate all’uso del territorio e alle foreste) sono diminuite dello 0.7% tra il 2004 e il 2005, e del 7.9% rispetto al 1990 (anno di riferimento del Protocollo di Kyoto). Ma c’è il trucco.
La grande differenza la fanno i paesi Est-Europei (i nuovi membri), le cui emissioni sono scese in maniera eclatante in virtù del collasso delle rispettive economie a seguito del collasso dell’Unione Sovietica. Ad esempio, le emissioni della Lituania, dell’Estonia e della Lettonia sono di più del 50% inferiori rispetto al 1990, mentre quelle della Bulgaria sono del 47% inferiori. Quello dei paesi ex Sovietici che ha ridotto le proprie emissioni di meno è la Repubblica Ceca (25%). Per quanto riguarda l’area EU15 invece, le emissioni sono diminuite del 1.5% rispetto al 1990 (2005). Bisogna ricordare però come l’unificazione della Germania abbia “importato” le riduzioni delle emissioni della Gemrania dell’Est all’intenro dell’EU15, riduzioni dipendenti anch’esse il collasso economico seguito al collasso dell’Unione Sovietica.
Per quanto riguarda l’Italia, i dati sono i seguenti: a fronte di un obiettivo di riduzione del 6.5% rispetto al 1990, le emissioni sono aumentate del 12%. Il profilo nazionale pubblicato dall’Agenzia Ambientale Europea riporta inoltre come le emissioni siao cresciute dello 0.3% tra il 2004 e il 2005, e che le proiezioni al 2010 prevedono il mancato raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni. Nel caso in cui le riduzioni si basino su misure esistenti, l’eccesso di emissioni rispetto all’obiettivo sarebbe apri al 13%. Bisogna precisare come in questa valutazione siano incluse misure legate al “mercato del carbonio”, come l’EU ETS, il Clean Development Mechanism e la Joint Implementation. Se le misure addizionali pianificate fossere effettivamente attuate, allora l’eccesso verrebbe ridotto all 0.9%.

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