Il mercato del carbonio non salverà il pianeta: nuovo libro pubblicato in occasione della COP15 a Copenhagen
Un nuovo libro intitolato Upsetting the Offset: The Political Economy of Carbon Markets è stato appena pubblicato, in modo da coincidere con la COP 15 a Copenhagen. Il libro, che critica il mercato del carbonio, è suddiviso in tre parti: una parte di teoria critica, un parte di case studies da tutto il mondo mondo, e infine una parte in cui si delineano alcune possibili soluzioni alternative. Il libro, pubblicato dall’editore indipendente Mayfly Books, e curato da Steffen Böhm e Siddhartha Dabhi, due accademici dell’Università dell’Essex, nel Regno Unito, continene i contributi di più di 30 esperti internazionali (tra cui quello di Vito De Lucia, ricercatore associato del CICEDU, e membro fondatore di Eco Pax Mundi/GiustiziaClimatica, intitolato “Hegemony and Climate Justice: a Critical Analysis“).
Comunicato Stampa: 1 Dicembre 2009
Il mercato delle compensazioni di carbonio non salverà il pianeta
Il mercato globale del carbonio è spesso considerato come lo strumento migliore per salvare il pianeta, per via delle sue ipotetiche riduzioni di gas serra, ma nuovi studi dimostrano che esso determina più danni che benefici. Due accademici dell’Università dell’Essex, nel
Regno Unito, sostengono che le misure attuate finora al fine di ridurre le emissioni di CO2 sotto l’egida del Protocollo di Kyoto sui cambiamenti climatici, hanno solo peggiorato le cose.
Il nuovo libro curato da Steffen Böhm e Siddhartha Dabhi, la cui uscita coincide con la Conferenza sul clima delle Nazioni Unite a Copenaghen (COP15), si intitola Upsetting the Offset: The Political Economy of Carbon Markets, e contesta la sostenibilità ambientale vantata dal mercato del carbonio e dal meccanismo delle compensazioni (offset). Il libro raccoglie contributi di più di 30 esperti, e appresenta un’altra voce nel panorama delle crescenti critiche al business del carbonio, e al modo in cui ha fallito il suo obiettivo di ridurre le emissioni di gas serra.
I cambiamenti climatici sono sicuramente la più grande sfida globale contemporanea, e la riduzione della nostra “impronta ecologica” è essenziale per il futuro del pianeta. Le compensazioni di carbonio sono diventate un business multimiliardario globale, che ha catturato in tutto il mondo l’immaginazione di organizzazioni che vogliono aiutare a combattere il surriscaldamento globale. La realtà però è che molti di questi schemi stanno peggiorando le cose.
Dr. Böhm e Mr. Dabhi, della Business School dell’Università dell’Essex, raccomandano a governi, società private e altre organizzazioni di ridurre la loro impronta di carbonio attraverso iniziative locali, piuttosto che finanziare programmi di compensazione di carbonio in paesi poveri che si trovano a migliaia di chilometri di distanza.
“Il mercato delle compensazioni di carbonio non ha prodotto le riduzioni di gas serra che aveva promesso, e in varie maniere ha peggiorato le cose”, spiegano i due accademici. “Questi schemi hanno spesso solo offerto incentivi alle grandi società per continuare ad inquinare e ad emettere gas serra, invece che incoraggiarle a cambiare rotta”. “Spesso, gli schemi di compensaizone di carbonio hanno effetti decisamente negativi su comunità locali ed ecosistemi nei paesi in via di sviluppo”.
Il libro è un contributo alla crescente mole di critiche al mercato del carbonio, e sottolinea attraverso esempi aggiornati dove questi sistemi abbiano fallito, nonché dove essi abbiano determinato conseguenze ed impatti sociali, economici e ambientali negativi nei paesi poveri.
“Il mercato del carbonio semplicemente non risolve il problema alla radice dei cambiamenti climatici, e cioè l’eccessivo consumo di combustibili fossili” aggiungono Dr. Böhm e Mr. Dabhi. “La nostra società industrializzata dipende da petrolio, gas e carbone, i quali, consumati per generare calore, elettricità o per altri fini, emettono gas serra. È l’ora di recuperare il tempo perso dall’adozione del Protocollo di Kyoto, e di cominciare ad affrontare il problema della nostra dipendenza dai combustibili fossili”
Nota per i giornalisti:
Per maggiori informazioni, o per interviste al Dr. Steffen Böhm e a Mr Siddhartha Dabhi, siete pregati di contattare l’Ufficio Comunicazioni
dell’Università dell’Essex al numero 01206 872400 a all’email comms@essex.ac.uk
Il libro è disponibile in formato elettronico (PDF) sul sito dell’editore Mayflybooks