Il principio delle comuni ma differenziate responsabilità
Il principio di comuni ma differenziate responsabilità è uno dei pilastri del diritto internazionale ambientale e dello sviluppo sostenibile. È emerso inizialmente ed è stato esplicitamente formulato nel contesto della Conferenza delle Nazioni Unite su Ambiente e Sviluppo tenutasi a Rio nel 1992, il cosiddetto Earth Summit. Il principio trova le sue origini in considerazioni e principi generali di equità del diritto internazionale. In particolare, il principio di comuni ma differenziate responsabilità informa la Convenzione Quadro sui Cambiamenti Climatici delle Nazioni Unite e il Protocollo di Kyoto, ed è uno dei principi guida della politica climatica, in vista di un nuovo accordo internazionale che succeda al Protocollo di Kyoto a partire dal 2012. Questo articolo,, pubblicato in collaborazione con Giustizia Climatica discute i seguenti punti: la genesi e i gli obiettivi del principio, l’applicazione nel regime climatico ad oggi, il principio nel più ampio contesto dello sviluppo sostenibile, ed infine alcune proposte per rendere operativo il principio in uno scenario post-Kyoto.
Leggi l’articolo (PDF)
Poznan: finanziamenti e adattamento
Comunque vadano i negoziati, e qualunque saranno gli obiettivi di riduzione dei gas climateranti nei prossimi decenni, alcune delle conseguenze dei cambiamenti climatici sono oramai inevitabili. A dire il vero, alcune conseguenze sono già riscontrabili (per dettagli si rinvia al quarto rapporto dell’IPCC sull’adattamento e le vulnerabilità). Ora, uno dei problemi centrali di equità della questione climatica risiede nel fatto che i paesi che meno hanno contribuito al surriscaldamento globale - i paesi in via di sviluppo - sono i più vulnerabili alle sue conseguenze dannose.
Read more
Foreste, tecnologia e finanziamenti: una visione condivisa a Poznan?
Durante le sessioni di apertura della conferenza di Poznan è emerso chiaramente come l’Unione Europea voglia enfatizzare una visione condivisa per il raggiungimento di un obiettivo globale al 2050. Questo si inserisce nella strategia- non solo europea - di includere i paesi del BRIC (Brasile, Russia, India e Cina) in questa visione condivisa, con l’intento di fargli accettare obblighi di riduzione quantificati a Copenhagen. Questa visione condivisa però non sembra essere la priorità dei paesi del G77 o della Cina, che vorrebbero spendere meno tempo su tale questione e focalizzare i negoziati sui punti più importanti epr loro: trasferimento di tecnologia e finanziamenti. Addirittura molte delegazioni di paesi in via di sviluppo hanno chiesto di spostare le discussioni sulla visione condivisa a Marzo 2009.
Read more
Si apre la COP14 a Poznan: burocrazia del clima o giustizia climatica?
La Conferenza numero 14 della Convenzione Quadro sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC) si è aperta oggi Poznan, in Polonia. Il numero dei partecipaanti è di 11.000, includendo rappresentanti governativi, del mondo del business e dell’indsutria, di NGO e di istituti accademici e di ricerca: parlare di burocrazia del clima non sembrerebbe fuori luogo.In particolare, le riunioni officiali sarannp le seguenti:
[...] the 14th Conference of the Parties (COP 14) to the UN Framework Convention on Climate Change (UNFCCC) and the fourth Conference of the Parties serving as the Meeting of Parties to the Kyoto Protocol (COP/MOP 4). In support of these two main bodies, four subsidiary bodies will convene: the fourth session of the Ad Hoc Working Group on Long-term Cooperative Action under the Convention (AWGLCA 4); the resumed sixth session of the Ad Hoc Working Group on Further Commitments for Annex I Parties under the Kyoto Protocol (AWG-KP 6); and the 29th sessions of the Subsidiary Body for Implementation (SBI 29) and Subsidiary Body for Scientific and Technological Advice (SBSTA 29). A joint COP and COP/MOP high-level segment with government ministers and other senior officials will also take place from 11-12 December.
L’obiettivo è di portare avanti i negoziati iniziati a Bali l’anno passato, e avvicinanrsi al raggiungimento di quell’accordo su un successore del Protocollo di Kyoto previsto per la conferenza di Copenhagen l’anno prossimo. Le discussioni saranno incentrate sui “pilastri” del Bali Action Plan: mitigazione, adattamento, tecnologia e finanza e investimenti. La domanda che ci poniamo è cosa ne sarà della giustizia climatica, e se riuscirà a prevalere sulla burocrazia del clima.
In parallelo alla Conferenza ufficiale, vari gruppi, network e movimenti ambientalisti, di solidarietà e per la giustizia climatica si sono mobilitati per assicurare che qualunque accordo climatico rispetti dei criteri minimi di giustizia ambientale e sociale. Il CICEDU seguirà attentamente gli sviluppi della Conferenza, e riporterà qui sul blog.
Obama: cambiamento oppure illusione?
Gli Stati Uniti hanno eletto un nuovo Presidente: Barak Obama. Un’elezione storica da molti punti di vista, la cui campagna elettorale è stata dominata da promesse e speranze di “cambiamento”. Ma parlando di cambiamenti, che propspettive di cambiamento di politica e strategia climatica fornisce Obama?
Una breve critica alla posizione italiana sulla politica climatica
La polemica tra Governo Italiano e Commissione Europea non si placa. Il Governo italiano ha richiesto un “pausa”, ovvero una sospensione dell’applicazione della regolamentazione sulle emissioni di gas serra per i prossimi 12-15 mesi al fine di verificarne i costi. Lunedì vi sarà un incontro tra il Commissario Europea all’Ambiente Dimas e il Ministro delll’Ambiente Italiano Prestigiacomo. Non solo i cambiamenti climatici divengono un problema economico (piuttosto che ambientale, sociale e culturale), questa “economizzazione” del problema consente di subordinare il problema economico “clima” al problema economico “crisi finanziaria”.
Ma cerchiamo di inquadrare la politica climatica Italiana alla luce di due considerazioni: una relativa alla polemica specifica aperta sulla politica climatica europea dal Governo Berlusconi; l’altra più in generale sulla visione e politica climatica del Governo.
Read more
Italia contro Europa sulle politiche climatiche: rinnegando la nostra responsabilità
La crisi finanziaria ha anche effetti climatici. Per via della congiuntura economico-finanziaria, il governo Berlusconi si è detto pronto ad utilizzare il veto per fermare i pur modesti obiettivi climatici dell’Europa, ossia il famoso 20-20-20: nel 2020, riduzione del 20% delle emissioni di gas serra, 20% di quota di energie rinnovabili e aumento del 20% dell’efficienza energetica (e - in più - il controverso obiettivo del 10% di biocarburanti per trasporti).
Una nota del Consiglio Europeo, in svolgimento e previsto per il 15 e il 16 Ottobre, ha confermato la determinazione a mantenere gli impegni presi in materia di politica climatica ed energetica. Il presidente della commissione europea, Josè Barroso, in una conferenza stampa di oggi 15 ottobre ha parimenti manifestato chiaramente la sua intenzione di mantenre inalterati gli obiettivi europei sul clima, dicendo che il clima non è un optional, né un aperitivo, e neppure un digestivo. Non ci si può impegnare solo quando ci si sente bene. E ha invitato a considerare flessibilità solamente sui meccanismi e le modalità di raggiungimento degli obiettivi, non sugli obiettivi stessi.
Il governo Berlusconi intanto (assieme al Governo polacco) non ci sta.
Read more
Centro commerciale Norvegese offre certificati di riduzione di CO2
Uno dei più grandi centri commerciali Norvegesi, lo Strømmen StorSenter che si trova poco fuori Oslo, ha iniziato una promozione un pó particolare: certificati di riduzioni di CO2. I certificati in vendita sono emessi attraverso progetti del tipo Clean Development Mechanism (CDM), approvati dalle Nazioni Unite (e in particolare dal comitato esecutivo del CDM). Ogni certificato - che è venduto per 165 corone norvegesi (circa 20 Euro) - corrisponde a una tonnellata di CO2. Le quote, vendute a privati e società, corrispondo a riduzioni avvenute attraverso due progetti di impianti per la produzione di energia eolica in India, già operativi. La società che vende i certificati - CO2 Focus - assicura che una volta acquistati, i certificati sono cancellati dal registro dei CERs. CICEDU ha acquistato un certificato, il quale riporta le seguenti informazioni: Anno (2008); Compratore (da compilare ad opera del compratore stesso); Tipo (Riduzione di emissioni certificata); Quantità (1 tonnellata); Progetto CDM (il numero del progetto); Link (link alla pagina del progetto sul sito delle Nazioni Unite).
Read more
Riflessioni sul Bali Action Plan III
Per concludere brevemente queste riflessioni sul Bali Action Plan (BAP), è bene dare uno sguardo anche a decisioni “minori”, prese al di fuori del BAP. È importante focalizzare su una non-decisione, ovvero su una mancata decisione. Nell’ultimo anno molta stampa e alcune ricerche accademiche hanno portato alla luce “lo scandalo degli HFC-23″. Read more
Riflessioni sul Bali Action Plan: Parte II
Per identificare i risultati concreti della conferenza di Bali, bisogna per prima cosa distinguere il Bali Action Plan dal resto delle decisioni prese dagli organismi della conferenza (l’organismo della Convenzione - Conference of the Parties (COP) - e quello del Protocollo - Conference of the Parties serving as the Meeting of the Parties (COP/MOP or CMP)). In primo luogo soffermiamoci sul Bali Action Plan, l’outcome più pubblicizzato - e più significativo - della conferenza. Read more