Centro commerciale Norvegese offre certificati di riduzione di CO2
Uno dei più grandi centri commerciali Norvegesi, lo Strømmen StorSenter che si trova poco fuori Oslo, ha iniziato una promozione un pó particolare: certificati di riduzioni di CO2. I certificati in vendita sono emessi attraverso progetti del tipo Clean Development Mechanism (CDM), approvati dalle Nazioni Unite (e in particolare dal comitato esecutivo del CDM). Ogni certificato - che è venduto per 165 corone norvegesi (circa 20 Euro) - corrisponde a una tonnellata di CO2. Le quote, vendute a privati e società, corrispondo a riduzioni avvenute attraverso due progetti di impianti per la produzione di energia eolica in India, già operativi. La società che vende i certificati - CO2 Focus - assicura che una volta acquistati, i certificati sono cancellati dal registro dei CERs. CICEDU ha acquistato un certificato, il quale riporta le seguenti informazioni: Anno (2008); Compratore (da compilare ad opera del compratore stesso); Tipo (Riduzione di emissioni certificata); Quantità (1 tonnellata); Progetto CDM (il numero del progetto); Link (link alla pagina del progetto sul sito delle Nazioni Unite).
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Riflessioni sul Bali Action Plan: Parte II
Per identificare i risultati concreti della conferenza di Bali, bisogna per prima cosa distinguere il Bali Action Plan dal resto delle decisioni prese dagli organismi della conferenza (l’organismo della Convenzione - Conference of the Parties (COP) - e quello del Protocollo - Conference of the Parties serving as the Meeting of the Parties (COP/MOP or CMP)). In primo luogo soffermiamoci sul Bali Action Plan, l’outcome più pubblicizzato - e più significativo - della conferenza. Read more
Riflessioni sul Bali Action Plan: Parte I
La conferenza di Bali è terminata. E tutti noi abbiamo ricevuto un regalo di natale: il Bali Action Plan. Ma che regalo è mai? Tutti sembrano dimenticare di fare un’analisi delle decisioni della conferenza di Bali e invece non si finisce di celerbare la vittoria rappresentata dal “rientro” degli Stati Uniti nel processo negoziale finalizzato a stabilire un quadro giuridico - e nuovi obiettivi di abbattimento di gas serra - per il periodo post-Kyoto. George Monbiot in un articolo su The Guardian ha ricordato come il dramma dell’accordo di Bali sembra aver utilizzato lo stesso canovaccio di Kyoto, nel 1997. In entrambi i casi i commenti di giubilo rifletteno (e riflettevano) la consapevolezza di come l’accordo rappresenti un “accordo storico” (1997) e “uno storico passo in avanti” (2007), in entrambi i casi l’obiettivo ultimo del regime climatico (evitare impatti dannosi dei cambiamenti climatici sulla comunità umana e sui sistemi socioecologici) rimanendo al di fuori del testo dell’accordo. Read more
Progetti Italiani di CDM
A Bali è in atto la 13esima Conferenza sul clima. È stato appena presentato il rapporto “2008 climate change performance index” preparato da Germanwatch e Can-Europe, che hanno elaborato “questo indice indipendente per misurare l’adesione dei vari paesi agli obiettivi fissati dal Protocollo di Kyoto. Stando alla ricerca, solo gli Stati Uniti (che però non hanno ratificato il trattato) e il Canada fanno peggio di noi.”, come riprotato da Repubblica online di oggi, che continua:
Nella costituzione dell’indice complessivo concorrono tre diversi parametri: gli attuali livelli di emissione (30% del peso complessivo), i trend di emissione (50%) e le politiche climatiche adottate (20%). La struttura dell’indice tende, pertanto, a premiare soprattutto i paesi che dimostrano un’effettiva volontà di cambiamento, in linea con l’obiettivo dello studio di essere uno strumento di pressione politica e sociale per quei paesi che ritardano ad attuare efficaci iniziative in termini di protezione climatica.
In linea con la posizione del CICEDU sul commercio del carbonio e sull’utilizzo degli strumenti di mercato, e in connessione con la responsabilità che l’Italia, come paese industrializzato e facente parte del G8 ha con riguardo alle emissioni di gas climalteranti, di seguito riportiamo la lista dei progetti CDM in cui l’Italia è partecipe, sia istituzionalmente, come governo, sia attraverso società private. CICEDU vuole portare l’attenzione su una serie di fatti: Read more
Come salvare il clima secondo l’industria petro-carbonifera, ovvero come continuare a bruciare carbone
L’industria dei combustibili fossili ha per una buona quindicina d’anni tentato di screditare il problema del clima come terrorismo ambientalista, come fenomeno inesistente, o non provabile, o non causato dall’uomo. Le modalità utilizzate sono state simili a quelle dell’industria del tabacco, incluse la messa sul libro paga di scienziati compiacenti, la creazione e il finanziamento di cosiddetti think tank, l’utilizzazione di elaborate campange di PR per “rinverdire” la propria immagine e via dicendo. Ora sembra che il diniego non sia più possibile, nonostante le ultime dichiarazioni di John Christy (noto “scettico”) e il suo plateale - anche se solo simbolico - gesto di rifiutare la sua parte di Nobel per la pace (essendo Chrsty uno dei membri dell’IPCC). Al diniego quindi è seguita un’altra strategia, finalizzata ad appropriarsi del problema, e diventarne l’unica possibile fonte di soluzioni. In realtà questa strategia è stata per lungo tempo parallela al diniego, e sin dal 1992 il mondo dell’industria ha cercato di dominare dall’interno il dibattito sulle problematiche ambientali e climatiche. Già alla Conferenza sull’Ambiente e lo Sviluppo tenutasi a Rio nel 1992, il mondo industriale era presente con il Business Council on Sustainable Development, che ha operato al fine di garantire l’infiltrazione nei documenti adottati a Rio di linguaggio e obiettivi del libero commercio e della crescita economica: basta dare un’occhiata al principio 12 della Dichiarazione di Rio per rendersene conto. Ora la strategia sembra basata su soluzioni tecnologiche e di geoingegneria. Cattura e Sequestro di Carbonio, fertilizzazione dell’oceano con ferro, cambiamento dell’orbita terrestre, messa in orbita di specchi spaziali, iniezione nell’atmosfera di enormi quantità di particelle di solfati…. Read more