Foreste, tecnologia e finanziamenti: una visione condivisa a Poznan?
Durante le sessioni di apertura della conferenza di Poznan è emerso chiaramente come l’Unione Europea voglia enfatizzare una visione condivisa per il raggiungimento di un obiettivo globale al 2050. Questo si inserisce nella strategia- non solo europea - di includere i paesi del BRIC (Brasile, Russia, India e Cina) in questa visione condivisa, con l’intento di fargli accettare obblighi di riduzione quantificati a Copenhagen. Questa visione condivisa però non sembra essere la priorità dei paesi del G77 o della Cina, che vorrebbero spendere meno tempo su tale questione e focalizzare i negoziati sui punti più importanti epr loro: trasferimento di tecnologia e finanziamenti. Addirittura molte delegazioni di paesi in via di sviluppo hanno chiesto di spostare le discussioni sulla visione condivisa a Marzo 2009.
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Le popolazioni Indigene protestano contro l’esclusione dalla conferenza di Bali
Un pò in ritardo, ma vogliamo riportare nella nostra traduzione la seguente dichiarazione di popolazioni indigene sui cambiamenti climatici. Questa dichiarazione esprime molti dei punti che il CICEDU sostiene, condivide e promuove. Con l’occasione, vi vogliamo invitare nuovamente a leggere e firmare la Dichiarazione di Durban sul Commercio del Carbonio
Biocarburanti: c’e’ bisogno di una moratoria!
Sempre più appare chiaro come i biocarburanti (o argocarburanti) non rappresentino una soluzione né ai problemi di sicurezza energetica, né con riguardo ai cambiamenti climatici. Due recenti studi pubblicati sulla prestigiosa rivista Science hanno calcolato l’impatto della conversione in terreni agricoli per la produzione di biocarburanti di foreste e praterie. Entrambi gli studi concludono che tale conversione comporterebbe un “debito di CO2″ che richiederebbe decenni o addirittura secoli di utilizzo di biocarburanti per essere colmato.
Eppure incentivi all’utilizzo di biocarburanti continuano ad essere previsti nelle politihe climatiche di molti paesi (USA, UE, Brasile etc.) ed aumentati. Il CICEDU ha firmato la chiamata per un’immediata moratoria sui biocarburanti di Econexus un pò di tempo addietro. Una nuova petizione per una moratoria sui biocarburanti viene dall’Africa: An African Call for a Moratorium on Agrofuel Developments.
La petizione chiede una moratoria su nuovi sviluppi di biocarburanti; l’eliminazione di obbiettivi di utilizzo di biocarburanti in Europa e nel resto del mondo; e una moratoria internazionale sull’esportazione di biocarburanti, finché il reale costo sociale ed ambientali dei biocarburanti non sia stato stimato, evitando cosí i disastri in corso.
La petizione insiste sul nome di agrocarburanti, per sottolineare come il problema sia legato principalmente alle colture agricole di tipo industriale e di larga scala, piuttosto che ai biocombustibili di “piccola scala” (per consumo immediato, e ottenuti con tecnologie di sussistenza).
La petizione ci ricorda come l’industria dei biocarburanti sia responsabile di deforestazione in Uganda; della messa in perciolo di aree protette in Etiopia; dello sfruttamento di braccia agricole in Zambia; della competizione tra produzione di cibo e di biocarburanti in paesi dell’Africa Occidentale come Togo, Ghana, Senegal, Mali, Côte d’Ivoire e Niger, per via di una “sindrome della Jatropha“.
CICEDU invita a firmare questa petizione, mandando una email con indicazione del proprio nome (e nome dell’organizzazione) e nazionalità a agrofuelsafrica@gmail.com
Le popolazioni Indigene protestano contro l’esclusione dalla conferenza di Bali
Terima Kasih, il rappresentante delle comunità indigene presenti alla conferenza di Bali, ha ufficialmente contestato l’esclusione delle Popolazioni Indigene dal processo di Bali. CICEDU riporta (nella nostra traduzione italiana) il discorso del rappresentante alla chiusura dei lavori a Bali. In particolare CICEDU vuole sottolineare come le Popolazioni Indigene - le quali sono esposte direttamente alle conseguenze sia dei cambiamenti climatici che delle “soluzioni” di mercato quali commercio del carbonio e icnentivi agli agrocarburanti - siano contrarie a progetti di mitigazione e adattamento che privilegiano i profitti invece dei diritti e delle necessità di comunità locali e dei sistemi socio-ecologici.
Dichiarazione del Forum Internazionale delle Popolazioni Indigene sui Cambiamenti Climatici all’ High Level Segment della 13ma Conferenza delle Parti
Signor Presidente, delegati
A nome del Forum Internazionale delle Popolazioni Indigene sui Cambiamenti Climatici (IFIPCC), vorrei attirare la vostra attenzione sul fatto che oltre l’80% della biodiversità mondiale e la maggior parte delle foreste si trovano nei nostri territori. Le popolazioni indigene rappresentano 350 milioni di persone nel mondo e il 90% della diversità culturale mondiale. Si, noi stiamo soffrendo i peggiori impatti dei cambiamenti climatici senza aver contribuito ad essi, come ampiamente evidente in molti dei territori delle Popolazioni Indigene, e questi effetti minacciano la nostra stessa sopravvivenza.