<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	>

<channel>
	<title>Centro Internazionale per la Cultura e i Diritti dell'Uomo</title>
	<atom:link href="http://www.cicedu.org/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.cicedu.org</link>
	<description>International Center for Culture and Human Rights</description>
	<pubDate>Wed, 09 Dec 2009 21:08:23 +0000</pubDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.5.1</generator>
	<language>en</language>
			<item>
		<title>Il mercato del carbonio non salverà il pianeta: nuovo libro pubblicato in occasione della COP15 a Copenhagen</title>
		<link>http://www.cicedu.org/2009/12/09/il-mercato-del-carbonio-non-salvera-il-pianeta-nuovo-libro-pubblicato-in-occasione-della-cop15-a-copenhagen/</link>
		<comments>http://www.cicedu.org/2009/12/09/il-mercato-del-carbonio-non-salvera-il-pianeta-nuovo-libro-pubblicato-in-occasione-della-cop15-a-copenhagen/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 09 Dec 2009 20:54:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Commercio del Carbonio]]></category>

		<category><![CDATA[Economia e Ambiente]]></category>

		<category><![CDATA[Giustizia Climatica]]></category>

		<category><![CDATA[Globalizzazione e Giustizia Sociale]]></category>

		<category><![CDATA[compensazioni]]></category>

		<category><![CDATA[mercato del carbonio]]></category>

		<category><![CDATA[offsets]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cicedu.org/?p=81</guid>
		<description><![CDATA[ Un nuovo libro intitolato Upsetting the Offset: The Political Economy of Carbon Markets è stato appena pubblicato, in modo da coincidere con la COP 15 a Copenhagen. Il libro, che critica il mercato del carbonio, è suddiviso in tre parti: una parte di teoria critica, un parte di case studies da tutto il mondo [...]<script type="text/javascript">SHARETHIS.addEntry({ title: "Il mercato del carbonio non salverà il pianeta: nuovo libro pubblicato in occasione della COP15 a Copenhagen", url: "http://www.cicedu.org/2009/12/09/il-mercato-del-carbonio-non-salvera-il-pianeta-nuovo-libro-pubblicato-in-occasione-della-cop15-a-copenhagen/" });</script>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://mayflybooks.org/?page_id=194"><img src="http://www.giustiziaclimatica.org/imgs/upsetting-offset.jpg" border="0" alt="Upsetting the Offset" width="150" height="212" align="left" /></a> Un nuovo libro intitolato <a href="http://mayflybooks.org/?page_id=194"><em>Upsetting the Offset: The Political Economy of Carbon Markets</em></a> è stato appena pubblicato, in modo da coincidere con la COP 15 a Copenhagen. Il libro, che critica il mercato del carbonio, è suddiviso in tre parti: una parte di teoria critica, un parte di <em>case studies</em> da tutto il mondo mondo, e infine una parte in cui si delineano alcune possibili soluzioni alternative. Il libro, pubblicato dall&#8217;editore indipendente Mayfly Books, e curato da Steffen Böhm e Siddhartha Dabhi, due accademici dell&#8217;Università dell&#8217;Essex, nel Regno Unito, continene i contributi di più di 30 esperti internazionali (tra cui quello di Vito De Lucia, ricercatore associato del CICEDU, e membro fondatore di <a href="http://www.ecopaxmundi.org">Eco Pax Mundi</a>/<a href="http://www.giusriziaclimatica.org">GiustiziaClimatica</a>, intitolato &#8220;<a href="http://www.ecopaxmundi.org/docs/cj-upsetting-offset-vdl-preprint.pdf">Hegemony and Climate Justice: a Critical Analysis</a>&#8220;).<br />
<span id="more-81"></span><br />
Comunicato Stampa: 1 Dicembre 2009</p>
<h1>Il mercato delle compensazioni di carbonio non salverà il pianeta</h1>
<p>Il mercato globale del carbonio è spesso considerato come lo strumento migliore per salvare il pianeta, per via delle sue ipotetiche riduzioni di gas serra, ma nuovi studi dimostrano che esso determina più danni che benefici. Due accademici dell&#8217;Università dell&#8217;Essex, nel<br />
Regno Unito, sostengono che le misure attuate finora al fine di ridurre le emissioni di CO2 sotto l&#8217;egida del Protocollo di Kyoto sui cambiamenti climatici, hanno solo peggiorato le cose.</p>
<p>Il nuovo libro curato da Steffen Böhm e Siddhartha Dabhi, la cui uscita coincide con la Conferenza sul clima delle Nazioni Unite a Copenaghen (COP15), si intitola Upsetting the Offset: The Political Economy of Carbon Markets, e contesta la sostenibilità ambientale vantata dal mercato del carbonio e dal meccanismo delle compensazioni (offset). Il libro raccoglie contributi di più di 30 esperti, e  appresenta un&#8217;altra voce nel panorama delle crescenti critiche al business del carbonio, e al modo in cui ha fallito il suo obiettivo di ridurre le emissioni di gas serra.</p>
<p>I cambiamenti climatici sono sicuramente la più grande sfida globale contemporanea, e la riduzione della nostra &#8220;impronta ecologica&#8221; è essenziale per il futuro del pianeta. Le compensazioni di carbonio sono diventate un business multimiliardario globale, che ha catturato in tutto il mondo l&#8217;immaginazione di organizzazioni che vogliono aiutare a combattere il surriscaldamento globale. La realtà però è che molti di questi schemi stanno peggiorando le cose.</p>
<p>Dr. Böhm e Mr. Dabhi, della Business School dell&#8217;Università dell&#8217;Essex, raccomandano a governi, società private e altre organizzazioni di ridurre la loro impronta di carbonio attraverso iniziative locali, piuttosto che finanziare programmi di compensazione di carbonio in paesi poveri che si trovano a migliaia di chilometri di distanza.</p>
<p>&#8220;Il mercato delle compensazioni di carbonio non ha prodotto le riduzioni di gas serra che aveva promesso, e in varie maniere ha peggiorato le cose&#8221;, spiegano i due accademici. &#8220;Questi schemi hanno spesso solo offerto incentivi alle grandi società per continuare ad inquinare e ad emettere gas serra, invece che incoraggiarle a cambiare rotta&#8221;. &#8220;Spesso, gli schemi di compensaizone di carbonio hanno effetti decisamente negativi su comunità locali ed ecosistemi nei paesi in via di sviluppo&#8221;.</p>
<p>Il libro è un contributo alla crescente mole di critiche al mercato del carbonio, e sottolinea attraverso esempi aggiornati dove questi sistemi abbiano fallito, nonché dove essi abbiano determinato conseguenze ed impatti sociali, economici e ambientali negativi nei paesi poveri.</p>
<p>&#8220;Il mercato del carbonio semplicemente non risolve il problema alla radice dei cambiamenti climatici, e cioè l&#8217;eccessivo consumo di combustibili fossili&#8221; aggiungono Dr. Böhm e Mr. Dabhi. &#8220;La nostra società industrializzata dipende da petrolio, gas e carbone, i quali, consumati per generare calore, elettricità o per altri fini, emettono gas serra. È l&#8217;ora di recuperare il tempo perso dall&#8217;adozione del Protocollo di Kyoto, e di cominciare ad affrontare il problema della nostra dipendenza dai combustibili fossili&#8221;</p>
<p><em>Nota per i giornalisti:</em><br />
Per maggiori informazioni, o per interviste al Dr. Steffen Böhm e a Mr Siddhartha Dabhi, siete pregati di contattare l&#8217;Ufficio Comunicazioni<br />
dell&#8217;Università dell&#8217;Essex al numero 01206 872400 a all&#8217;email comms@essex.ac.uk</p>
<p>Il libro è disponibile in formato elettronico (PDF) sul <a href="http://mayflybooks.org/?page_id=194">sito dell&#8217;editore Mayflybooks</a></p>
<p><a href="http://sharethis.com/item?&wp=2.5.1&amp;publisher=e0a307e7-f60f-467b-896b-9db33efd8e4d&amp;title=Il+mercato+del+carbonio+non+salver%C3%A0+il+pianeta%3A+nuovo+libro+pubblicato+in+occasione+della+COP15+a+Copenhagen&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.cicedu.org%2F2009%2F12%2F09%2Fil-mercato-del-carbonio-non-salvera-il-pianeta-nuovo-libro-pubblicato-in-occasione-della-cop15-a-copenhagen%2F">ShareThis</a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cicedu.org/2009/12/09/il-mercato-del-carbonio-non-salvera-il-pianeta-nuovo-libro-pubblicato-in-occasione-della-cop15-a-copenhagen/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Dichiarazione della società civile su tecnologia e precauzione alla COP 15 di Copenhagen</title>
		<link>http://www.cicedu.org/2009/12/06/dichiarazione-della-societa-civile-su-tecnologia-e-precauzione-alla-cop-15-di-copenhagen/</link>
		<comments>http://www.cicedu.org/2009/12/06/dichiarazione-della-societa-civile-su-tecnologia-e-precauzione-alla-cop-15-di-copenhagen/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 06 Dec 2009 20:05:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Clima e Tecnologia]]></category>

		<category><![CDATA[Giustizia Climatica]]></category>

		<category><![CDATA[COP15]]></category>

		<category><![CDATA[precauzione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cicedu.org/?p=80</guid>
		<description><![CDATA[
È sempre più evidente come alcuni paesi (ed in particolare Canada, USA e Regno Unito) stiano tentando di presentare l&#8217;accordo sulla tecnologia come il metro del successo della conferenza climatica di Copenaghen, per poi invece evitare qualsiasi accordo su elementi sostanziali. Il linguaggio proposto nei testi negoziali è così vago e impreciso, che quasi qualunque [...]<script type="text/javascript">SHARETHIS.addEntry({ title: "Dichiarazione della società civile su tecnologia e precauzione alla COP 15 di Copenhagen", url: "http://www.cicedu.org/2009/12/06/dichiarazione-della-societa-civile-su-tecnologia-e-precauzione-alla-cop-15-di-copenhagen/" });</script>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align:center;"><a href="http://www.etcgroup.org/en/node/4956"><img src="http://www.giustiziaclimatica.org/imgs/look_before_v2sm.jpg" width="450" height="204" alt="look before you leap: immagine creata da ETCGroup" border="0" /></a></div>
<p>È sempre più evidente come alcuni paesi (ed in particolare Canada, USA e Regno Unito) stiano tentando di presentare l&#8217;accordo sulla tecnologia come il metro del successo della conferenza climatica di Copenaghen, per poi invece evitare qualsiasi accordo su elementi sostanziali. Il linguaggio proposto nei testi negoziali è così vago e impreciso, che quasi qualunque tecnologia, anche pericolosa o dannosa come energia nucleare e geo-ingegneria, potrebbe venire considerata ai fini della mitigazione o dell&#8217;adattamento ai cambiamenti climatici, e quindi venir legittimata, istituzionalizzata e ricevere nuovi finanziamenti. C&#8217;è bisogno di prevenire questa situazione. Questa dichiarazione (alla cui formulazione ha partecipato anche <a href="http://www.ecopaxmundi.org">Eco Pax Mundi</a>/<a href="http://www.giustiziaclimatica.org">GiustiziaClimatica</a>) è un primo passo in questa direzione. Questa dichiarazione sarà presentata pubblicamente durante una conferenza stampa a Copenaghen il 10 Dicembre 2009.<br />
<span id="more-80"></span></p>
<h1>È bene guardare due volte prima di saltare&#8230;</h1>
<h2>LA SOCIETÀ CIVILE CHIEDE VALUTAZIONE DEGLI IMPATTI DELLE TECNOLOGIE NELL&#8217;AMBITO DI UN ACCORDO A COPENHAGEN</h2>
<p>Il trasferimento di tecnologia è uno dei quattro temi principali che verranno discussi nel corso dei negoziati sulle azioni di cooperazione<br />
per il lungo termine a Copenaghen (gli altri sono mitigazione, adattamento e finanziamenti). Il testo negoziale preliminare contiene diverse misure volte ad accelerare la diffusione di nuove tecnologie. Con ogni probabilità i negoziati si tradurranno in un &#8220;piano d&#8217;azione&#8221; e in un nuovo &#8220;organismo&#8221; di gestione delle tecnologie, che dovrà coordinare diversi pannelli tecnici e/o centri di innovazione, e che avrà grande influenza negli anni a venire sul tipo di sostegno politico e finanziario che le nuove tecnologie riceveranno. In questo quadro, è di grande importanza riuscire a fare in modo che siano le tecnologie appropriate e benefiche a ricevere il necessario sostegno, e non quelle pericolose o dannose. Questo non avverrà senza una valutazione approfondita ed adeguata degli impatti ambientali e sociali di ogni nuova tecnologia.</p>
<p>Noi, gruppi della società civile e movimenti sociali di tutto il mondo, comprendiamo l&#8217;urgenza di trovare soluzioni reali e durature alla crisi dei cambiamenti climatici, di cui riconosciamo le conseguenze potenzialmente drammatiche che si verranno a materializzare se tali soluzioni non saranno raggiunte. E il modo di affrontare questa crisi passa attraverso la riduzione delle emissioni dei gas serra.</p>
<p>Alcune aziende, individui ed anche alcuni governi stanno alimentando panico e disperazione, al fine di promuovere, come &#8220;la nostra unica<br />
alternativa&#8221;, l&#8217;adozione di tecnologie immature o non testate. Noi non vogliamo assistere alla proliferazione di tecnologie potenzialmente<br />
pericolose, senza considerarne i possibili impatti sociali e ambientali. Alcune di queste tecnologie, promosse per la loro supposta capacità di catturare il carbonio o di manipolare i sistemi naturali, potrebbero avere conseguenze disastrose per la società e per l&#8217;ambiente. È bene anche ricordare che tecnologie che potrebbero essere utili in certi contesti possono essere dannose in altri.</p>
<p>In molti casi, le soluzioni per affrontare i cambiamenti climatici sono a portata di mano, e non richiedono l&#8217;adozione di nuove tecnologie complesse ed avanzate, ma piuttosto l&#8217;adozione di decisioni consapevoli, e di politiche climatiche volte a ridurre la nostra &#8220;impronta ecologica&#8221;. Molti popoli indigeni, ad esempio, o comunità agricole, utilizzano tecniche tradizionali comprovate ed efficaci, con cui fanno fronte agli impatti dei cambiamenti climatici. Ignorare pratiche locali esistenti ed adatte al loro contesto socio-ambientale, al fine di promuovere solo nuove techniche &#8220;moderne&#8221; e proprietarie, non ha senso.</p>
<p>Tecnologie che siano valutate come socialmente ed ecologicamente sicure possono e devono essere scambiate reciprocamente. Le regole<br />
della proprietà intellettuale non devono rappresentare un ostacolo. Tuttavia, alcune delle tecnologie che sono promosse come &#8220;sicure per<br />
l&#8217;ambiente&#8221;, hanno prevedibili impatti negativi, sia sociali che ambientali. Ad esempio: </p>
<ol>
<li>L&#8217;energia nucleare comporta noti pericoli per la salute umana e l&#8217;ambiente, nonché un potenziale enorme prericolo per la proliferazione delle armi nucleari
</li>
<li>Piantagioni di alberi e piante per la produzione di bioenergia e di agrocarburanti possono provocare la rimozione forzosa di contadini e<br />
comunità indigene, come pure la distruzione di ecosistemi ad alta densità di carbonio, accelerando così i cambiamenti climatici</li>
<li>Pratiche agricole basate su piante ed alberi geneticamente modificati, l&#8217;uso di prodotti agro-chimici e di fertilizzanti sintetici, monocolture e allevamento di bestiame su scala industriale, aumentano i rischi collegati ai cambiamenti climatici, alla salute umana e alla biodiversità.</li>
</ol>
<p>Interventi tecnologici intenzionali e su larga scala negli oceani, nell&#8217;atmosfera e nel suolo (geoingegneria) potrebbero ulteriormente destabilizzare il sistema climatico e causare un impatto devastante sui paesi lontani da quelli che prendono le decisioni. </p>
<ol>
<li>La fertilizzazione dell&#8217;oceano ha il potenziale per distruggere gli ecosistemi marini e modificarne la catena alimentare.
</li>
<li>L&#8217;iniezione di solfati nella stratosfera potrebbe causare siccità estese nelle regioni equatoriali, causando carestie e peggiorando le<br />
crisi alimentari.</li>
<li>Il cosiddetto &#8220;biochar&#8221; non si è dimostrato un efficace metodo di cattura del carbonio e/o di miglioramento del suolo, eppure è<br />
fortemente promosso da certi interessi economici.</li>
</ol>
<p>È probabile che a Copenhagen sia creato un nuovo organo internazionale che abbia la responsabilità di coordinare  lo sviluppo e diffusione di tecnologie &#8220;climatiche&#8221;, e a cui saranno assegnati nuovi fondi. Eppure ad oggi non vi è menzione, nei documenti negoziali, della necessità di valutare gli impatti sociali, economici e ambientali di queste tecnologie (che hanno spesso una portata transfrontaliera), o della<br />
necessità di considerare il punto di vista di gruppi e comunità che ne subiranno le consueguenze, come le donne, i popoli indigeni, contadini<br />
e pescatori.</p>
<p>Il principio di precauzione richiede una valutazione accurata delle tecnologie prima, non dopo, che i governi e le agenzie intergovernative comincino a finanziarne lo sviluppo, e a cooperare per la loro diffusione. Esiste un precedente nel diritto internazionale: il Protocollo di Cartagena sulla Biosicurezza, ratificato da 157 paesi, attua tale principio nell&#8217;ambito degli organismi geneticamente modificati. È fondamentale prevedere procedure di consultazioni pubbliche nazionali e internazionali, promuovendo in particolare la partecipazione di quelle comunità che possono essere direttamente interessate dall&#8217;applicazione delle nuove tecnologie. La gente deve poter esercitare la facoltà di decidere quali tecnologie accettare, e deve essere libera di respingere quelle che possano produrre danni sociali e/o ambientali.</p>
<p>Pertanto chiediamo che siano previste ed applicate a livello internazionale procedure chiare e coerenti su tutte le nuove tecnologie legate ai cambiamenti climatici. Gli Stati presenti alla Conferenza sui cambiamenti climatici (COP 15) devono garantire l&#8217;adozione di meccanismi precauzionali di valutazione che siano rigorose, e che abbiano carattere giuridicamente vincolante, in modo tale che i rischi, i potenziali impatti, e l&#8217;appropriatezza di queste nuove tecnologie, possano essere valutate in maniera adeguata e democratica, prima della loro diffusione. Ogni nuovo organo per la valutazione e il trasferimento di tecnologia deve avere una rappresentazione equa, sia geografica che di genere, e deve inoltre facilitare la piena consultazione e partecipazione di contadini, popoli indigeni e comunità locali potenzialmente interessate.</p>
<p>Questo documento è stato sottoscritto da (al 4.12.2009)</p>
<p>Asian Women&#8217;s Indigenous Network, InternationalAdvocates of Science<br />
and Technology for the People, Philippines<br />
Biofuelwatch, UK<br />
Centro ecologico, BrazilCentre for Food Safety, USA<br />
Eco Nexus, UK<br />
ETC Group, International<br />
Eco Pax Mundi, International<br />
Food Secure Canada<br />
CESTA -Friends of the Earth- El Salvador<br />
Friends of the Earth -USA<br />
Friends of the Earth (HABURAS FOUNDATION),Timor-Leste<br />
Gaia Foundation, UKGender CC- Women for Climate Justice,<br />
GermanyInternational Centre for Technology Assessment, USA<br />
National Farmers Union, CanadaNGO Working Group on the Asian<br />
Development Bank, International<br />
SEARICE, PhilippinesSmartmeme, USA<br />
Sustainable Energy and Economy Network, USA<br />
Tebtebba, Philippines<br />
Third World Network, International</p>
<p>Per aggiungere la tua organizzazione, invia una email con indicato nell&#8217;oggetto &#8220;Look Before You Leap&#8221; a francesca@etcgroup.org</p>
<p><a href="http://sharethis.com/item?&wp=2.5.1&amp;publisher=e0a307e7-f60f-467b-896b-9db33efd8e4d&amp;title=Dichiarazione+della+societ%C3%A0+civile+su+tecnologia+e+precauzione+alla+COP+15+di+Copenhagen&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.cicedu.org%2F2009%2F12%2F06%2Fdichiarazione-della-societa-civile-su-tecnologia-e-precauzione-alla-cop-15-di-copenhagen%2F">ShareThis</a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cicedu.org/2009/12/06/dichiarazione-della-societa-civile-su-tecnologia-e-precauzione-alla-cop-15-di-copenhagen/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Il principio delle comuni ma differenziate responsabilità</title>
		<link>http://www.cicedu.org/2009/07/30/il-principio-delle-comuni-ma-differenziate-responsabilita/</link>
		<comments>http://www.cicedu.org/2009/07/30/il-principio-delle-comuni-ma-differenziate-responsabilita/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2009 08:26:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Clima e Sviluppo]]></category>

		<category><![CDATA[Giustizia Climatica]]></category>

		<category><![CDATA[comuni ma differenziate responsabilità]]></category>

		<category><![CDATA[equità]]></category>

		<category><![CDATA[kyoto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cicedu.org/2009/07/30/il-principio-delle-comuni-ma-differenziate-responsabilita/</guid>
		<description><![CDATA[Il principio di comuni ma differenziate responsabilità è uno dei pilastri del diritto internazionale ambientale e dello sviluppo sostenibile. È emerso inizialmente ed è stato esplicitamente formulato nel contesto della Conferenza delle Nazioni Unite su Ambiente e Sviluppo tenutasi a Rio nel 1992, il cosiddetto Earth Summit. Il principio trova le sue origini in considerazioni [...]<script type="text/javascript">SHARETHIS.addEntry({ title: "Il principio delle comuni ma differenziate responsabilità", url: "http://www.cicedu.org/2009/07/30/il-principio-delle-comuni-ma-differenziate-responsabilita/" });</script>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il principio di comuni ma differenziate responsabilità è uno dei pilastri del diritto internazionale ambientale e dello sviluppo sostenibile. È emerso inizialmente ed è stato esplicitamente formulato nel contesto della Conferenza delle Nazioni Unite su Ambiente e Sviluppo tenutasi a Rio nel 1992, il cosiddetto Earth Summit. Il principio trova le sue origini in considerazioni e principi generali di equità del diritto internazionale. In particolare, il principio di comuni ma differenziate responsabilità informa la Convenzione Quadro sui Cambiamenti Climatici delle Nazioni Unite e il Protocollo di Kyoto, ed è uno dei principi guida della politica climatica, in vista di un nuovo accordo internazionale che succeda al Protocollo di Kyoto a partire dal 2012. Questo articolo,, pubblicato in collaborazione con <a href="http://www.giustiziaclimatica.org" target="_blank">Giustizia Climatica</a> discute i seguenti punti: la genesi e i gli obiettivi del principio, l&#8217;applicazione nel regime climatico ad oggi, il principio nel più ampio contesto dello sviluppo sostenibile, ed infine alcune proposte per rendere operativo il principio in uno scenario post-Kyoto.<br />
<a href="http://www.cicedu.org/archive/cbdr-politics-clima-vdl-giustizia-climatica29072009.pdf">Leggi l&#8217;articolo</a> (PDF)</p>
<p><a href="http://sharethis.com/item?&wp=2.5.1&amp;publisher=e0a307e7-f60f-467b-896b-9db33efd8e4d&amp;title=Il+principio+delle+comuni+ma+differenziate+responsabilit%C3%A0&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.cicedu.org%2F2009%2F07%2F30%2Fil-principio-delle-comuni-ma-differenziate-responsabilita%2F">ShareThis</a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cicedu.org/2009/07/30/il-principio-delle-comuni-ma-differenziate-responsabilita/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Primo numero de I Quaderni di CICEDU</title>
		<link>http://www.cicedu.org/2009/02/25/primo-numero-de-i-quaderni-di-cicedu/</link>
		<comments>http://www.cicedu.org/2009/02/25/primo-numero-de-i-quaderni-di-cicedu/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2009 22:59:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Attività ed Eventi]]></category>

		<category><![CDATA[Burkina Faso]]></category>

		<category><![CDATA[Commercio del Carbonio]]></category>

		<category><![CDATA[Comunicazioni CICEDU]]></category>

		<category><![CDATA[Giustizia Climatica]]></category>

		<category><![CDATA[Sovranità alimentare]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cicedu.org/?p=78</guid>
		<description><![CDATA[Il primo numero de I Quaderni di CICEDU è finalmente online. I quaderni è una pubblicazione occasionaale, per cui ha una cadenza incerta. Per il momento potete leggere i seguenti articoli nel primo numero: 

Un anno di CICEDU.org (CICEDU staff)
Il diritto all&#8217;istruzione (Gaetana Pace)
Rapporti dal mondo: commercio equosolidale in Norvegia (Lone Pålshaugen)
Rapporti dal mondo: Volontariato [...]<script type="text/javascript">SHARETHIS.addEntry({ title: "Primo numero de I Quaderni di CICEDU", url: "http://www.cicedu.org/2009/02/25/primo-numero-de-i-quaderni-di-cicedu/" });</script>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <a href="http://www.cicedu.org/archive/quaderni-cicedu-numero1-2008.pdf">primo numero de I Quaderni di CICEDU</a> è finalmente online. I quaderni è una pubblicazione occasionaale, per cui ha una cadenza incerta. Per il momento potete leggere i seguenti articoli nel primo numero: </p>
<ul>
<li>Un anno di CICEDU.org (CICEDU staff)</li>
<li>Il diritto all&#8217;istruzione (Gaetana Pace)</li>
<li>Rapporti dal mondo: commercio equosolidale in Norvegia (Lone Pålshaugen)</li>
<li>Rapporti dal mondo: Volontariato in Africa al servizio dello sviluppo e dell’ambiente (Peter Owiti)</li>
<li>Raccolta Fondi: Progetto educativo per gli esclusi sociali dalla scuola (Jean Christophe Ouedraogo)</li>
<li>La Dichiarazione di Durban sul Commercio del Carbonio (CICEDU staff e Durban Group)</li>
<li>Quale risposta alla crisi: sovranità o sicurezza alimentare? (Vito De Lucia)</li>
</ul>
<p>Leggi il <a href="http://www.cicedu.org/archive/quaderni-cicedu-numero1-2008.pdf">primo numero de I Quaderni di CICEDU</a></p>
<p><a href="http://sharethis.com/item?&wp=2.5.1&amp;publisher=e0a307e7-f60f-467b-896b-9db33efd8e4d&amp;title=Primo+numero+de+I+Quaderni+di+CICEDU&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.cicedu.org%2F2009%2F02%2F25%2Fprimo-numero-de-i-quaderni-di-cicedu%2F">ShareThis</a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cicedu.org/2009/02/25/primo-numero-de-i-quaderni-di-cicedu/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Verso Copenhagen:  un&#8217;analisi critica della politica climatica di Barak Obama</title>
		<link>http://www.cicedu.org/2009/02/25/verso-copenhagen-unanalisi-critica-della-politica-climatica-di-barak-obama/</link>
		<comments>http://www.cicedu.org/2009/02/25/verso-copenhagen-unanalisi-critica-della-politica-climatica-di-barak-obama/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2009 22:27:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Agrocarburanti]]></category>

		<category><![CDATA[Biocarburanti]]></category>

		<category><![CDATA[Clima e Tecnologia]]></category>

		<category><![CDATA[Economia e Ambiente]]></category>

		<category><![CDATA[Politiche Climatiche Americane]]></category>

		<category><![CDATA[clean coal]]></category>

		<category><![CDATA[clima]]></category>

		<category><![CDATA[Obama]]></category>

		<category><![CDATA[USA]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cicedu.org/?p=77</guid>
		<description><![CDATA[CICEDU ha collaborato alla pubblicazione di un&#8217;analisi della politica climatica di Barak Obama. L&#8217;articolo è una versione rivista, corretta e ampliata del post pubblicato recentemente sul sito di Giustizia Climatica. Leggi l&#8217;articolo Verso Copenhagen: un&#8217;analisi critica della politica climatica di Barak Obama
<script type="text/javascript">SHARETHIS.addEntry({ title: "Verso Copenhagen:  un&#8217;analisi critica della politica climatica di Barak Obama", url: "http://www.cicedu.org/2009/02/25/verso-copenhagen-unanalisi-critica-della-politica-climatica-di-barak-obama/" });</script>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CICEDU ha collaborato alla pubblicazione di un&#8217;analisi della politica climatica di Barak Obama. L&#8217;articolo è una versione rivista, corretta e ampliata del post pubblicato recentemente sul sito di <a href="http://www.giustiziaclimatica.org">Giustizia Climatica</a>. Leggi l&#8217;articolo <a href="http://www.cicedu.org/archive/politica-clima-obama-gc-05022009-vdl.pdf">Verso Copenhagen: un&#8217;analisi critica della politica climatica di Barak Obama</a></p>
<p><a href="http://sharethis.com/item?&wp=2.5.1&amp;publisher=e0a307e7-f60f-467b-896b-9db33efd8e4d&amp;title=Verso+Copenhagen%3A++un%26%238217%3Banalisi+critica+della+politica+climatica+di+Barak+Obama&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.cicedu.org%2F2009%2F02%2F25%2Fverso-copenhagen-unanalisi-critica-della-politica-climatica-di-barak-obama%2F">ShareThis</a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cicedu.org/2009/02/25/verso-copenhagen-unanalisi-critica-della-politica-climatica-di-barak-obama/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Poznan: finanziamenti e adattamento</title>
		<link>http://www.cicedu.org/2008/12/05/poznan-finanziamenti-e-ladattamento/</link>
		<comments>http://www.cicedu.org/2008/12/05/poznan-finanziamenti-e-ladattamento/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 05 Dec 2008 20:10:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[COP 14 Poznan]]></category>

		<category><![CDATA[Clima e Sviluppo]]></category>

		<category><![CDATA[Clima e Tecnologia]]></category>

		<category><![CDATA[Commercio del Carbonio]]></category>

		<category><![CDATA[Giustizia Climatica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cicedu.org/?p=74</guid>
		<description><![CDATA[Comunque vadano i negoziati, e qualunque saranno gli obiettivi di riduzione dei gas climateranti nei prossimi decenni, alcune delle conseguenze dei cambiamenti climatici sono oramai inevitabili. A dire il vero, alcune conseguenze sono già riscontrabili (per dettagli si rinvia al quarto rapporto dell&#8217;IPCC sull&#8217;adattamento e le vulnerabilità). Ora, uno dei problemi centrali di equità della [...]<script type="text/javascript">SHARETHIS.addEntry({ title: "Poznan: finanziamenti e adattamento", url: "http://www.cicedu.org/2008/12/05/poznan-finanziamenti-e-ladattamento/" });</script>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Comunque vadano i negoziati, e qualunque saranno gli obiettivi di riduzione dei gas climateranti nei prossimi decenni, alcune delle conseguenze dei cambiamenti climatici sono oramai inevitabili. A dire il vero, alcune conseguenze sono già riscontrabili (per dettagli si rinvia al <a target="new" href="http://www.ipcc.ch/ipccreports/ar4-wg2.htm">quarto rapporto dell&#8217;IPCC sull&#8217;adattamento e le vulnerabilità</a>). Ora, uno dei problemi centrali di equità della questione climatica risiede nel fatto che i paesi che meno hanno contribuito al surriscaldamento globale - i paesi in via di sviluppo - sono i più vulnerabili alle sue conseguenze dannose.<br />
<span id="more-74"></span><br />
In questo senso, i paesi in via di sviluppo chiedono con forza che vi sia un significativo contributo finanziario affinché loro possano mettere in atto misure di adattamento a quegli effetti climatici inevitabili. Alcuni gruppi di attivisti chiedono che tali finanziamenti sia almeno tali da poter compensare il cosiddetto debito climatico che i paesi industrializzati devono ai paesi in vis di sviluppo. Eppure mentre le discussioni sul come, sul quanto, sul quale organismo internazionale debba amministrare gli eventuali fondi, su che tipo di governance si debba attuare, e via dicendo, proseguono senza dare segni che un accordo possa essere a portata di mano, i paesi industrializzati hanno tirato fuori, nel giro di due mesi, circa 4.100 miliardi di dollari che a vario titolo sono stai iniettati nell&#8217;economia, e troppo spesso, nelle casse di banche d&#8217;affari avventurose. Quali somme sono donate per eliminare la povertà, la fame e per ridurre gli impatti dei cambiamenti climatici?<br />
Lo UN Development Program stima che i costi di adattamento si aggirano sugli 86 miliardi di dollari. La Banca Mondiale stima questi costi in circa 41 miliardi di dollari annui. Oxfam - una NGO inglese - calcola i costi in 50 miliardi annui, ma solo ne lcaso che le emissioni di gas climateranti siano velocemente ridotte.<br />
Non c&#8217;è dubbio che vi sia un certo imbarazzo nel confrontare l&#8217;immediatezza e le dimensioni dei finanziamenti volti a prevenire fallimenti di istituti commerciali e finanziari con la lentezza, riluttanza e insistenza sull&#8217;utilizzo di mercati internazionali del carbonio che hanno caratterizzato la posizione dei paesi in via di sviluppo nei negoziati climatici oramai per molti anni.</p>
<p>Altre novità da Poznan nei prossimi giorni</p>
<p><a href="http://sharethis.com/item?&wp=2.5.1&amp;publisher=e0a307e7-f60f-467b-896b-9db33efd8e4d&amp;title=Poznan%3A+finanziamenti+e+adattamento&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.cicedu.org%2F2008%2F12%2F05%2Fpoznan-finanziamenti-e-ladattamento%2F">ShareThis</a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cicedu.org/2008/12/05/poznan-finanziamenti-e-ladattamento/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>La politica climatica Europea sembra &#8220;carbonizzarsi&#8221;&#8230;..</title>
		<link>http://www.cicedu.org/2008/12/04/la-politica-climatica-europea-sembra-carbonizzarsi/</link>
		<comments>http://www.cicedu.org/2008/12/04/la-politica-climatica-europea-sembra-carbonizzarsi/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 03 Dec 2008 23:09:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Commercio del Carbonio]]></category>

		<category><![CDATA[Politiche climatiche europee]]></category>

		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cicedu.org/?p=73</guid>
		<description><![CDATA[Mentre i negoziati a Poznan hanno preso il via, il tira-e-molla per arrivare all&#8217;accordo sul pacchetto UE clima ed energia  - e sulla fase 3 dello schema europea di emissions trading - sembra prendere una piega poco rassicurante. Secondo Euractiv, sembra che l&#8217;ultima proposta di compromesso messa sul tavolo dalla Presidenza Francese renda il [...]<script type="text/javascript">SHARETHIS.addEntry({ title: "La politica climatica Europea sembra &#8220;carbonizzarsi&#8221;&#8230;..", url: "http://www.cicedu.org/2008/12/04/la-politica-climatica-europea-sembra-carbonizzarsi/" });</script>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre i negoziati a Poznan hanno preso il via, il tira-e-molla per arrivare all&#8217;accordo sul pacchetto UE clima ed energia  - e sulla fase 3 dello schema europea di emissions trading - sembra prendere una piega poco rassicurante. Secondo <a href="http://www.euractiv.com/en/climate-change/eu-heads-scaled-climate-ambitions/article-177565" target="new">Euractiv</a>, sembra che l&#8217;ultima proposta di compromesso messa sul tavolo dalla Presidenza Francese renda il pacchetto un colabrodo:</p>
<blockquote><p>As part of its push to reach an agreement, France is putting forward a compromise that includes free emission rights for coal plants, financial compensation for energy-intensive industries and extensive use of third country emissions reductions to meet CO2 &#8216;effort sharing&#8217; targets.</p></blockquote>
<p>In altre parole, si prevede la distribuzione gratuita dei permessi di emissioni a quelgli stati membri la cui produzione energetica dipenda dal carbone per oltre il 30%. Inoltre, sono previste compensazioni finanziarie per quelle industrie ad alta intensità energetica (quali cemento, alluminio etc.), in modo tale da ridurre gli effetti &#8220;negativi&#8221; sulla competitività.<br />
Infine, i limiti per l&#8217;utilizzazione di crediti acquisiti attravero il Clean Development Mechanism sarebbero rilassati enormemente, arrivando a consentire che tali crediti - o offset - possano rappresentare fino al 70% degli obiettivi di riduzione di gas climalteranti. </p>
<p>La leadership Europea sui cambiamenti climatici sembra quindi che stia per carbonizzarsi, per poi andare in fumo.</p>
<p><a href="http://sharethis.com/item?&wp=2.5.1&amp;publisher=e0a307e7-f60f-467b-896b-9db33efd8e4d&amp;title=La+politica+climatica+Europea+sembra+%26%238220%3Bcarbonizzarsi%26%238221%3B%26%238230%3B..&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.cicedu.org%2F2008%2F12%2F04%2Fla-politica-climatica-europea-sembra-carbonizzarsi%2F">ShareThis</a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cicedu.org/2008/12/04/la-politica-climatica-europea-sembra-carbonizzarsi/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Foreste, tecnologia e finanziamenti: una visione condivisa a Poznan?</title>
		<link>http://www.cicedu.org/2008/12/03/foreste-tecnologia-e-finanziamenti-una-visione-condivisa-a-poznan/</link>
		<comments>http://www.cicedu.org/2008/12/03/foreste-tecnologia-e-finanziamenti-una-visione-condivisa-a-poznan/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 03 Dec 2008 22:15:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Clima e Sviluppo]]></category>

		<category><![CDATA[Clima e Tecnologia]]></category>

		<category><![CDATA[Commercio del Carbonio]]></category>

		<category><![CDATA[Foreste]]></category>

		<category><![CDATA[Giustizia Climatica]]></category>

		<category><![CDATA[Popolazioni Indigene]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cicedu.org/?p=72</guid>
		<description><![CDATA[Durante le sessioni di apertura della conferenza di Poznan è emerso chiaramente come l&#8217;Unione Europea voglia enfatizzare una visione condivisa per il raggiungimento di un obiettivo globale al 2050. Questo si inserisce nella strategia-  non solo europea - di includere i paesi del BRIC (Brasile, Russia, India e Cina) in questa visione condivisa, con [...]<script type="text/javascript">SHARETHIS.addEntry({ title: "Foreste, tecnologia e finanziamenti: una visione condivisa a Poznan?", url: "http://www.cicedu.org/2008/12/03/foreste-tecnologia-e-finanziamenti-una-visione-condivisa-a-poznan/" });</script>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Durante le sessioni di apertura della conferenza di Poznan è emerso chiaramente come l&#8217;Unione Europea voglia enfatizzare una visione condivisa per il raggiungimento di un obiettivo globale al 2050. Questo si inserisce nella strategia-  non solo europea - di includere i paesi del BRIC (Brasile, Russia, India e Cina) in questa visione condivisa, con l&#8217;intento di fargli accettare obblighi di riduzione quantificati a Copenhagen. Questa visione condivisa però non sembra essere la priorità dei paesi del G77 o della Cina, che vorrebbero spendere meno tempo su tale questione e focalizzare i negoziati sui punti più importanti epr loro: trasferimento di tecnologia e finanziamenti. Addirittura molte delegazioni di paesi in via di sviluppo hanno chiesto di spostare le discussioni sulla visione condivisa a Marzo 2009.<br />
<span id="more-72"></span><br />
Citando il <a href="http://www.twnside.org.sg/" target="new">Third World Network</a>,</p>
<blockquote><p>The EU, supported by others, has been advocating a long-term global goal of emissions reductions by 50% by 2050, which it referred to at the COP opening. Many developing countries believe that adoption of a global goal would also oblige them to have an emission-reduction target, and want to defer a discussion on this until they know whether the finance and technology commitments of developed countries will be fulfilled and to what extent. </p></blockquote>
<p>Un altro aspetto chiave dei negoziati è la questione delle foreste, e in particolare la questione del REDD: Reduction of emissions fro mdegradation of forest and deforestation. Il punto è quello di arrivare ad un accordo su metodologie e regole tecniche (di monitoraggio), economiche (investimenti, commercio di crediti etc) e di equità (benefici per popolazioni locali) per attuare un meccanismo di protezione delle foreste, e di argine alla deforestazione, che raggiunge una serie di obiettivi: utilizzare l&#8217;enorme potenziale di pozzo d&#8217;assorbimento delle foreste dei paesi in via di sviluppo; garantire un flusso di investimenti a fronte di crediti generabili da queste politiche REDD; garantire un flusso di benefici per le popolazioni locali e indigene. Le politiche REDD sono molto controverse. </p>
<p>Alla riunione del Subsidiary Body for Scientific and Technological Advice, la discussione è stata incentrata su REDD. Durante la riunione c&#8217;è stato l&#8217;intervento del rappresentante dello UN Permanent Forum on Indigenous Issues (UNPFII) che ha enfatizzato come vi sia il rischio che le politiche REDD rinforzino la centralizzazione della governance e dei finanziamenti in materia di foreste, e che possano minare il ruolo delle popolazioni indigene nella preservazione e cure della foreste. Inoltre, l&#8217;intervento ha sottolineato come ogni accordo su REDD debba inserirsi nel quadro più ampio stabilito dalla UN Declaration on the Rights of Indigenous Peoples: </p>
<blockquote><p>No REDD project should be done on indigenous peoples territories without obtaining their free, prior and informed consent (citato da <a href="http://www.redd-monitor.org/" target="new">REDD Monitor</a>)</p></blockquote>
<p>L&#8217;altra questione importante e se o meno REDD venga collegato al commercio del carbonio, e in quale misura: in parte questa è la &#8220;working assumption&#8221;, come ha dimsotrato il side event del Woods Hole Research Center, in cui</p>
<blockquote><p>Andrea Cattaneo from the WHRC there were three questions: How to raise funds; How to distribute REDD funds between countries; and How to change the incentives on the ground. He discussed the various options under each of these questions, but the (unspoken) assumption underlying it all was that carbon trade would form part or all of REDD financing (da <a href="http://www.redd-monitor.org/2008/12/02/day-two-in-poznan-woods-hole-reseach-centers-techno-blitz-and-fuzzy-data/#more-767">REDD Monitor</a>)</p></blockquote>
<p>E chiaramente un punto nodale della questione è la definizione di foresta. Ad esempio, la definizione di foreste della FAO considera foreste piantagioni e monocolture agroforestali, foreste grandemente degradate, e addirittura aree deforestate ma che di cui ci si aspetta la rigenerazione (Rainforest Foundation). E in realtà se la definizione verrà ad includere piantagioni di tipo agroforestale e aree deforestate, si aprirà la porta a sostituzioni in massa di foreste naturali con foreste &#8220;gestite&#8221;, generatrici di crediti spendibili sul mercato del carbonio globale: una triste prospettiva.<br />
La questione della tecnologia e dei finanziamenti si inserisce poi nel più ampio contesto delle politiche di adattamento ai cambiamenti climatici, in parte oramai inevitabili, e i cui effetti si faranno sentire proprio nei paesi in via di sviluppo che meno (o nulla) hanno contribuito alle cause del surriscaldamento globale. Quindi si pone come priorità di equità e giustizia climatica.</p>
<p><a href="http://sharethis.com/item?&wp=2.5.1&amp;publisher=e0a307e7-f60f-467b-896b-9db33efd8e4d&amp;title=Foreste%2C+tecnologia+e+finanziamenti%3A+una+visione+condivisa+a+Poznan%3F&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.cicedu.org%2F2008%2F12%2F03%2Fforeste-tecnologia-e-finanziamenti-una-visione-condivisa-a-poznan%2F">ShareThis</a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cicedu.org/2008/12/03/foreste-tecnologia-e-finanziamenti-una-visione-condivisa-a-poznan/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Si apre la COP14 a Poznan: burocrazia del clima o giustizia climatica?</title>
		<link>http://www.cicedu.org/2008/12/02/si-apre-la-cop14-a-poznan-burocrazia-del-clima-o-giustizia-climatica/</link>
		<comments>http://www.cicedu.org/2008/12/02/si-apre-la-cop14-a-poznan-burocrazia-del-clima-o-giustizia-climatica/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 17:16:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Clima e Sviluppo]]></category>

		<category><![CDATA[Giustizia Climatica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cicedu.org/?p=71</guid>
		<description><![CDATA[La Conferenza numero 14 della Convenzione Quadro sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC) si è aperta oggi  Poznan, in Polonia. Il numero dei partecipaanti è di 11.000, includendo rappresentanti governativi, del mondo del business e dell&#8217;indsutria, di NGO e di istituti accademici e di ricerca: parlare di burocrazia del clima non sembrerebbe fuori luogo.In particolare, le riunioni [...]<script type="text/javascript">SHARETHIS.addEntry({ title: "Si apre la COP14 a Poznan: burocrazia del clima o giustizia climatica?", url: "http://www.cicedu.org/2008/12/02/si-apre-la-cop14-a-poznan-burocrazia-del-clima-o-giustizia-climatica/" });</script>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Conferenza numero 14 della Convenzione Quadro sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC) si è aperta oggi  Poznan, in Polonia. Il numero dei partecipaanti è di 11.000, includendo rappresentanti governativi, del mondo del business e dell&#8217;indsutria, di NGO e di istituti accademici e di ricerca: parlare di burocrazia del clima non sembrerebbe fuori luogo.In particolare, le riunioni officiali sarannp le seguenti:</p>
<blockquote><p> [...] the 14th Conference of the Parties (COP 14) to the UN Framework Convention on Climate Change (UNFCCC) and the fourth Conference of the Parties serving as the Meeting of Parties to the Kyoto Protocol (COP/MOP 4). In support of these two main bodies, four subsidiary bodies will convene: the fourth session of the Ad Hoc Working Group on Long-term Cooperative Action under the Convention (AWGLCA 4); the resumed sixth session of the Ad Hoc Working Group on Further Commitments for Annex I Parties under the Kyoto Protocol (AWG-KP 6); and the 29th sessions of the Subsidiary Body for Implementation (SBI 29) and Subsidiary Body for Scientific and Technological Advice (SBSTA 29). A joint COP and COP/MOP high-level segment with government ministers and other senior officials will also take place from 11-12 December. </p></blockquote>
<p>L&#8217;obiettivo è di portare avanti i negoziati iniziati a Bali l&#8217;anno passato, e avvicinanrsi al raggiungimento di quell&#8217;accordo su un successore del Protocollo di Kyoto previsto per la conferenza di Copenhagen l&#8217;anno prossimo. Le discussioni saranno incentrate sui &#8220;pilastri&#8221; del Bali Action Plan: mitigazione, adattamento, tecnologia e finanza e investimenti. La domanda che ci poniamo è cosa ne sarà della giustizia climatica, e se riuscirà a prevalere sulla burocrazia del clima.</p>
<p>In parallelo alla Conferenza ufficiale, vari gruppi, network e movimenti ambientalisti, di solidarietà e per la giustizia climatica si sono mobilitati per assicurare che qualunque accordo climatico rispetti dei criteri minimi di giustizia ambientale e sociale. Il CICEDU seguirà attentamente gli sviluppi della Conferenza, e riporterà qui sul blog.</p>
<p><a href="http://sharethis.com/item?&wp=2.5.1&amp;publisher=e0a307e7-f60f-467b-896b-9db33efd8e4d&amp;title=Si+apre+la+COP14+a+Poznan%3A+burocrazia+del+clima+o+giustizia+climatica%3F&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.cicedu.org%2F2008%2F12%2F02%2Fsi-apre-la-cop14-a-poznan-burocrazia-del-clima-o-giustizia-climatica%2F">ShareThis</a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cicedu.org/2008/12/02/si-apre-la-cop14-a-poznan-burocrazia-del-clima-o-giustizia-climatica/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Obama: cambiamento oppure illusione?</title>
		<link>http://www.cicedu.org/2008/11/05/obama-cambiamento-oppure-illusione/</link>
		<comments>http://www.cicedu.org/2008/11/05/obama-cambiamento-oppure-illusione/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 05 Nov 2008 15:03:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Clima e Sviluppo]]></category>

		<category><![CDATA[Clima e Tecnologia]]></category>

		<category><![CDATA[Commercio del Carbonio]]></category>

		<category><![CDATA[Economia e Ambiente]]></category>

		<category><![CDATA[Politiche Climatiche Americane]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cicedu.org/?p=70</guid>
		<description><![CDATA[Gli Stati Uniti hanno eletto un nuovo Presidente: Barak Obama. Un&#8217;elezione storica da molti punti di vista, la cui campagna elettorale è stata dominata da promesse e speranze di &#8220;cambiamento&#8221;. Ma parlando di cambiamenti, che propspettive di cambiamento di politica e strategia climatica fornisce Obama? 
Vediamo il programma elettorale di Obama in materia di cambiamenti [...]<script type="text/javascript">SHARETHIS.addEntry({ title: "Obama: cambiamento oppure illusione?", url: "http://www.cicedu.org/2008/11/05/obama-cambiamento-oppure-illusione/" });</script>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli Stati Uniti hanno eletto un nuovo Presidente: Barak Obama. Un&#8217;elezione storica da molti punti di vista, la cui campagna elettorale è stata dominata da promesse e speranze di &#8220;cambiamento&#8221;. Ma parlando di cambiamenti, che propspettive di cambiamento di politica e strategia climatica fornisce Obama? <span id="more-70"></span></p>
<p>Vediamo il programma elettorale di Obama in materia di cambiamenti climatici. In primo luogo, sul sito www.barakobama.com (sito ufficiale della campgna elettorale) non esiste un&#8217;indipendente problematica (&#8221;issue&#8221;) chiamata cambiamenti climatici: le relative policy sono da trovarsi sotto &#8220;energia e ambiente&#8221;. Fino a qui, poco male, negli USA i cambiamenti climatici sono ancora per molti versi una &#8220;patata bollente&#8221;. In più, nel documento in cui il piano energetico Obama-Biden è presentato in maniera completa, la dicitura specifica appare.<br />
Tra i punti principlai del <a href="http://www.barackobama.com/pdf/factsheet_energy_speech_080308.pdf" target="new">piano energetico-ambientale di Obama</a> (.pdf, in inglese), quelli più rilevanti per il clima sono:</p>
<ol>
<li>Entro 10 anni, risparmiare più petrolio di quello complessivamente importato dal Medio Oriente e dal Venezuela</li>
<li>1 milione di automobili Ibride</li>
<li>Assicurare che il 10 percento dell&#8217;elettricità nel 2012 sia prodotta da energie rinnovabili, e il 25 nel 2025</li>
<li>Implementare uno schema di cap-and-trade per ridurre i gas serra dell&#8217;80 percento nel 2050</li>
</ol>
<p>Piano ambizioso? Vediamo. Il punto numero uno, quando spiegato a fondo, si trasforma da &#8220;risparmiare&#8221; in &#8220;eliminare&#8221;: l&#8217;obiettivo è quello di risparmiare energia per eliminare la dipendenza americana da energia &#8220;straniera&#8221;. I passi principali per ottenere un tale risultato sono legati ad efficienza energetica e a produzione nazionale &#8220;responsabile&#8221; di combustibili fossili (gas e petrolio). Il punto numero due è in realtà uno dei sottopunti relativi al punto uno. Con particolare riguardo all&#8217;efficienza energetcia, uno dei punti centrali è quello di aumentare l&#8217;efficienza degli autoveicoli di un 4 percento annuo, &#8220;salvando così miliardi di galloni di petrolio e 6 miliardi di tonnellate (<em>metric tons</em>) di CO2&#8243;. Obama sembra però ignorare come l&#8217;aumento di efficienza energetica è normalmente legato ad un aumento dell&#8217;utilizzo di energia che almeno parzialmente nullifica i benefici di una maggiore efficienza, ed è il motivo per cui la conservazione è una strategia più efficace dell&#8217;efficienza.</p>
<p>Il punto numero tre, relativo ad energia rinnovabile, dipende in realtà dal commercio del carbonio e da standard di efficienza energetica per stimolare una transizione energetica, il che sembra un pò naive. La questione dei biocomustibili come rinnovabili rimane poi un punto preoccupante (pur se Obama fa riferiment oa biocombustibili di secodna generazione, quindi non in competizione con grani e mais). In più, gli obiettivi sono molto poco ambiziosi: transizione non sarà. </p>
<p>Il punto numero quattro rappresenta più propriamente una strategia diretta alla mitigazione dei cambiamenti climatici. Ed è in linea con gli approcci di policy dominanti sia in Europa che in seno alle Nazioni Unite. Obama promette di rientrare nei processi negoziali della UNFCCC (Convenzione Quadro sui Cambiamenti Climatici delle Nazioni Unite), pur se già l&#8217;amministrazione Bush aveva in tal senso proceduto a Bali, nel Dicembre 2007. è benvenuto il piano relativo alla vendita all&#8217;asta dei permessi di emissione, eliminando così almeno i profitti enormi che in Europa sono stati intascati dai grandi produttori di energia grazie alla &#8220;diabolica&#8221; combinazione di distribuzione gratuita dei permessi ad emettere (in base ad emissioni storiche) e aumento dei prezzi al consumo. Ma gli obiettivi di riduzione (al di là del fatto che gli orizzonti temporali vanno ben al di là din un anche doppio mandato presidenziale per Obama), sono probabilmente e in larga misura dipendenti dalla tecnologia di <a href="http://www.cicedu.org/2008/05/18/il-sequestro-geologico-della-co2-soluzione-o-distrazione/">sequestro geologico del carbonio</a>, con i problemi relativi.<br />
Ma non si fa alcun cenno al protocollo di Kyoto. Pur essendo chiaramente insufficiente per una significativa mitigazione dei cambiamenti climatici in atto, una decisa e rapida ratifica del Protocollo avrebbe certamente dato credibilità al nuovo corso americano, concretizzando le aspettative di cambiamento sia in termini di politica climatica che di cooeprazione internazionale.<br />
Obama promette anche di continuare (e di rinvigorire) con l&#8217;iniziativa della <em>Major Economies Meeting</em>, iniziativa lanciata dall&#8217;amministrazione Bush per aprire un tavolo di discussione su politiche climatiche parallelo a quello della UNFCCC, e che includesse paesi che rappresentano circa l&#8217;80% delle emissioni mondiali, con lo scopo (più o meno trasparente) di aprire un dialogo con i paesi del BRIC (Brasile, Russia, India e Cina) al fine di indurli ad accettare obiettivi di mitigazione obbligatori al pari dei paesi industrializzati, da tempo obiettivo delle amministrazioni americane. </p>
<p>In conclusione, da questa breve rivista della strategia climatica del neo-Presidente Obama emerge una pericolosa continuità con politiche climatiche <em>mainstream</em>, che dominano in Europa e in seno alle Nazioni Unite, e su cui CICEDU ha espresso in più occasioni forti dubbi: in particolre il commercio del carbonio e i biocombustibili/agrocombustibili.</p>
<p><strong>Aggiornamento:</strong> CICEDU, in collaborazione con <a href="http://www.giustiziaclimatica.org">Giustizia Climatica</a> ha pubblicato un articolo che analizza in maniera più approfondita la politica climatica dell&#8217;amministrazione Obama: <a href="http://www.cicedu.org/archive/politica-clima-obama-gc-05022009-vdl.pdf">Verso Copenhagen: un’analisi critica della politica climatica di Barak Obama</a> (PDF)</p>
<p><a href="http://sharethis.com/item?&wp=2.5.1&amp;publisher=e0a307e7-f60f-467b-896b-9db33efd8e4d&amp;title=Obama%3A+cambiamento+oppure+illusione%3F&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.cicedu.org%2F2008%2F11%2F05%2Fobama-cambiamento-oppure-illusione%2F">ShareThis</a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cicedu.org/2008/11/05/obama-cambiamento-oppure-illusione/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
	</channel>
</rss>
